Lo scorso 11 novembre sera a Firenze nella splendida Sala Parlamento dell’Hotel Bernini Palace, mi hanno premiata al “BTO Women Hotel Bernini Award” per la categoria “Racconti di Viaggio” con il mio reportage Marocco in solitaria: il mio viaggio tra Casablanca e Tangeri , fatto lo scorso maggio!

E’ stato uno di quei momenti che segnano una carriera, ma soprattutto un percorso personale. Un riconoscimento che mi emoziona profondamente, perché non premia solo un articolo – premia un modo di viaggiare, di osservare il mondo, di fidarsi di sé stesse.

In un mondo in cui le donne sono ancora considerate una categoria da proteggere ed in cui i blogger spesso vengono bistrattati, prediligendo altre forme di comunicazione come i social o la vecchia carta stampata, vincere un premio con la scrittura ✍️ (e con il mio progetto di blog, ormai attivo da oltre 13 anni) è stata una bella soddisfazione!

In questi anni ho fatto del viaggiare in solitaria e dell’empowerment femminile la mia vita e il mio lavoro, e vederlo riconosciuto in un premio così importante e prestigioso per me è stato un grande onore!

Una cerimonia che celebra il talento femminile nel turismo

Entrare nell’Hotel Bernini Palace, un luogo carico di storia e fascino ottocentesco, è stato come fare un salto nel tempo. Le volte affrescate, le luci morbide, i ritratti dei protagonisti del Risorgimento che osservano dall’alto: l’atmosfera perfetta per raccontare un turismo che guarda al futuro, senza dimenticare il passato.

Qui si è svolta la cerimonia del BTO Women Bernini Award, promosso da BTO – Be Travel Onlife, Toscana Promozione Turistica e dall’Hotel Bernini Palace. Un premio dedicato a valorizzare le donne che contribuiscono, con creatività, professionalità e visione, a trasformare il modo in cui viaggiamo, raccontiamo e accogliamo.

Quest’anno le categorie erano tre – Racconti di Viaggio, Pezzi Unici, Accoglienza e Innovazione – con una menzione speciale Women for the Future. Un unico filo conduttore: il talento femminile che sta cambiando il turismo.

Il mio premio: un viaggio che parla di fiducia

Quando hanno pronunciato il titolo del mio reportage, “Marocco in solitaria”, ho avuto un piccolo brivido. Quel viaggio lo porto nel cuore: è nato come un’esperienza personale, un desiderio di attraversare il Marocco da sola, affidandomi alle mie sensazioni, al ritmo delle città, agli incontri imprevisti.

La motivazione del premio dice che ho raccontato il viaggio “come forma di emancipazione, fiducia e dialogo interculturale”.

E credo sia esattamente questo che un viaggio in solitaria sa fare: ti obbliga ad affidarti. Alle persone, ai luoghi, ma soprattutto a te stessa.

Mi ha emozionata sentir dire dalla giuria che la mia narrazione contribuisce a mostrare “un Marocco accogliente e sorprendentemente sicuro per chi viaggia in autonomia”. Era proprio quello che volevo trasmettere quando ho scritto:
“Viaggiare da sola non è una sfida, ma un atto di fiducia verso se stesse e verso il mondo.”

Le altre donne premiate: storie che ispirano

La serata è stata un viaggio nel viaggio, grazie alle storie delle altre vincitrici:

🌿 Cristina Pieraccioli e Liana Terreni (Mode Liana sas) – Con “Mani che raccontano”, un progetto che trasforma l’artigianato femminile in un’esperienza immersiva tra cappelli, fascinator e tessuti che prendono nuova vita. Un’ode alla creatività manuale, alla tradizione reinterpretata con modernità.

🐑 Gabriella Michelozzi (Canto di primavera del Sogno antico) – Un agriturismo che è insieme rifugio, laboratorio, scuola di sostenibilità e soprattutto una storia di resilienza. I suoi racconti sugli animali, sul pane da impastare, sui formaggi da creare, parlano di un modo di accogliere autentico, umano e trasformativo.

🏛️ Le giovanissime Serena Leoni, Francesca Pacini e Virginia Passiatore (Anica Academy) – vincitrici della menzione speciale Women for the Future. Con “Da 500 anni in scena” stanno riportando alla luce, online e offline, le Ville e i Giardini Medicei, rendendole vive, accessibili e vicine anche alle nuove generazioni.

Una squadra di donne potentissime: artigiane, comunicatori, imprenditrici, viaggiatrici, visionarie.

Una Toscana che accoglie, sostiene, ispira

Le parole di Clara Svanera, ideatrice del premio, mi hanno colpita:

“Quando le donne portano la loro visione, il viaggio diventa più inclusivo, profondo e responsabile.”

Lo credo davvero. I progetti premiati questa sera sono la prova di un turismo che cambia, che ascolta, che si prende cura dei territori e delle persone.

Un turismo femminile, sì, ma soprattutto un turismo umano.

Porto con me…

Mentre lasciavo l’Hotel Bernini Palace, con la mia targa stretta tra le mani e un sorriso che faticavo a contenere, pensavo a quante volte ho scritto articoli in treno, in aeroporto, in una stanza d’albergo in giro per il mondo.

E mai avrei immaginato che un giorno uno di quei racconti avrebbe ricevuto un riconoscimento così importante.

Questo premio lo dedico a chi ha paura di partire da sola, a chi sogna un viaggio ma non trova il coraggio, a chi pensa di non essere “abbastanza”.

Grazie di cuore. Ancora sto sognando!