
Partire per un viaggio in aereo comporta una serie di preparativi che, spesso, includono anche la questione del cibo. Che si tratti di un volo breve di un’ora o di una lunga tratta intercontinentale, molti viaggiatori preferiscono portare con sé qualcosa da mangiare, sia per ragioni economiche che per esigenze alimentari particolari. Ma cosa è davvero consentito portare nel bagaglio a mano? Le regole esistono, sono precise, e conoscerle evita spiacevoli sorprese ai controlli di sicurezza.
Le regole di base: solidi sì, liquidi no (quasi sempre)
Il principio generale adottato dalla maggior parte degli aeroporti internazionali e in linea con le direttive dell’Unione Europea e della TSA americana è piuttosto semplice: i cibi solidi sono generalmente ammessi, mentre i liquidi e le semiliquide sono soggetti a restrizioni severe.
La norma sui liquidi, ormai nota a molti, stabilisce che qualsiasi sostanza liquida o gelatinosa deve essere contenuta in flaconi da massimo 100 ml, tutti inseriti in un sacchetto trasparente da un litro. Questo vale anche per alimenti come:
I cibi solidi, invece, godono di ben altra libertà: pane, frutta, verdura, formaggi stagionati, affettati confezionati, barrette energetiche e frutta secca possono viaggiare tranquillamente in cabina, salvo rare eccezioni legate alle normative doganali della destinazione finale.
Cosa portare: la guida pratica per il bagaglio a mano alimentare
Quando si tratta di organizzare il cibo per un volo, la praticità è tutto. Gli snack confezionati rappresentano la scelta più diffusa e, in molti casi, la più intelligente. Non richiedono refrigerazione, non rischiano di rovesciarsi e superano quasi sempre i controlli senza problemi.
Snack e spuntini: i compagni di viaggio ideali
Tra gli alimenti più gettonati dai viaggiatori abituali figurano la frutta secca e mista come noci, mandorle e anacardi apprezzata per il suo apporto energetico e la facilità di trasporto, le barrette ai cereali o proteiche, ideali per i voli mattutini, e i classici crackers e grissini, leggeri ma sazianti. Tra le opzioni più pratiche e versatili, i biscotti confezionati disponibili presso la grande distribuzione ad esempio nei punti vendita Bennet,rappresentano uno snack immediato, facilmente reperibile prima della partenza e praticamente immune alle restrizioni sui liquidi imposte nei controlli di sicurezza.
Chi affronta voli lunghi, superiori alle cinque o sei ore, spesso preferisce portare qualcosa di più sostanzioso. Anche in questo caso è possibile, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali legati alla composizione del pasto.
Pasti completi: si può fare, con qualche accortezza
Un pasto preparato in casa o acquistato in un ristorante prima dei controlli di sicurezza può essere portato a bordo senza particolari problemi. L’importante è che non contenga componenti liquide abbondanti: un’insalata condita con salsa in eccesso, una zuppa in contenitore o un curry con molto sugo potrebbero non superare il filtro dei controlli. Sono inveceammessi senza difficoltà:
Le eccezioni: quando le regole cambiano
Esistono categorie di viaggiatori per le quali le norme prevedono deroghe specifiche. Il latte per neonati e gli alimenti per l’infanzia rientrano tra i casi più comuni: è generalmente consentito portare a bordo la quantità necessaria per il viaggio, anche se supera i 100 ml, a condizione di dimostrarne la necessità viaggiando con un bambino piccolo. Analogamente, i medicinali in forma liquida possono essere trasportati in quantità superiori ai limiti standard, purché accompagnati da ricetta medica o documentazione appropriata.
Alimenti vietati per ragioni doganali
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda non i controlli di sicurezza, ma quelli doganali alla destinazione. Portare determinati alimenti in certi paesi può comportare sanzioni anche severe. I prodotti più a rischio sono:
Prima di partire, è sempre opportuno verificare le norme doganali del paese di destinazione. Gli aeroporti di arrivo spesso dispongono di appositi contenitori per smaltire i cibi prima del controllo passaporti, ma non è una soluzione su cui fare affidamento in modo sistematico.
Comprare cibo dopo i controlli di sicurezza
Una delle opzioni più comode, e spesso sottovalutata, è quella di acquistare cibo direttamente nell’area imbarchi, dopo il superamento dei controlli di sicurezza. In questo caso non esistono praticamente limitazioni: anche bottiglie d’acqua, bevande e yogurt acquistati nel duty free o nei bar dell’aeroporto possono essere portati a bordo senza alcun problema.
L’offerta gastronomica nelle aree airside
Il prezzo è generalmente più elevato rispetto ai negozi esterni, ma la comodità è indiscutibile. Molti aeroporti di medie e grandi dimensioni dispongono di un’offerta gastronomica articolata nell’area airside, con ristoranti, caffetterie e punti vendita di alimentari confezionati. In alcuni scali internazionali, come Heathrow a Londra o Schiphol ad Amsterdam, la varietà è tale da rendere superfluo qualsiasi acquisto preventivo.
Organizzare il cibo per un viaggio in aereo non richiede particolari competenze, ma un minimo di pianificazione. Alcune indicazioni utili da tenere a mente:
Con un po’ di attenzione nella scelta degli alimenti, il bagaglio a mano può diventare un alleato prezioso, anche a quota diecimila metri.







