influencer
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Ultimamente sto leggendo tantissimi articoli sul caso di un’influencer di Tik Tok che, dopo essere andata a mangiare la pizza in una nota pizzeria di Napoli, convinta di farlo gratis, ha cancellato le stories dopo che le hanno presentato il conto, dicendo che il suo è un lavoro.
Da allora, sono stati scritti fiumi di parole e di articoli sulla vicenda e sul fatto che quello degli influencer sia o meno un vero lavoro.
Non voglio e entrare nel merito della questione perché non so come sono realmente andati i fatti, ma vorrei fare chiarezza sul ruolo degli influencer, alias i content creator.

Chi sono gli influencer ?

Quelli che tutti definiscono influencer, sono in realtà dei content creator, ossia persone, per lo più giovanissime, che, come dice l’etimologia del termine, creano contenuti per i social network.
Il settore può essere vario. Ci sono content creator che creano video di viaggi, altri che fanno ricette, alcuni recensiscono e consigliano ristoranti. Poi ci sono quelli che fanno divertire creando un loro format facilmente riconoscibile.
Che piaccia o no, è una delle nuove professioni della comunicazione e in quanto tale è un lavoro.
E proprio per questo, come tutti i lavoratori che svolgono una libera professione, viene aperta partita iva e si pagano le tasse. E anzi, a differenza di tante altre professioni, è anche poi difficile eludere la legge, perché tutti gli scambi avvengono online e sono facilmente rintracciabili.
Infatti, secondo la normativa italiana e internazionale, gli influencer sono tenuti a indicare sotto ogni post facente parte di una collaborazione, la dicitura #ad #adv #sponsored #suppliedby oppure #gifted in base al se di sia trattato di scambio merce (ossia un servizio gratuito in seguito all’offerta di un prodotto) o se ci sia stato compenso economico.

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Come si svolge il lavoro degli influencer?

Generalmente un influencer viene definito tale nel momento in cui inizia ad avere almeno 10mila followers su Instagram o Tik Tok ed ha una sua community affezionata, dove per community si intende un certo numero dei suoi followers che lo segue assiduamente, interagisce e lo considera un esperto per il suo settore.
Tieni presente che community e followers non sono la stessa cosa.
I followers sono le persone che hanno deciso di seguire un determinato profilo è il più delle volte lo fanno passivamente. La community invece un gruppo di persone attive che non solo segue un profilo, ma interagisce anche, commentando, condividendo e supportando il creator.
Fatta questa distinzione, vediamo come si svolge il lavoro di influencer.
Manuale per aspiranti blogger Anna Pernice
Prima di ogni lavoro o sponsorizzazione viene stabilito un accordo scritto in cui vengono indicati tutti i termini dell’accordo, i servizi offerti, il compenso pattuito, il numero e tipologia di contenuti da pubblicare e le tempistiche di pubblicazione.
In caso di progetti strutturati, viene redatto un vero e proprio contratto scritto da un avvocato, altrimenti, quando si tratta di scambio merci o progetto una tantum, a volte basta anche solo un’email con tutte le indicazioni della collaborazione.
Dopo di che, in base alla data concordata, il creator si reca nel luogo dell’accordo e usufruisce del servizio per realizzare i contenuti concordati che poi andranno pubblicati in una data concordata.
Molto spesso, chi commissiona il lavoro e, vuole vedere i contenuti prima della pubblicazione, in molto tale da dare l’ok o apportare alcune modifiche.
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Tutto ciò perché si tratta di una nuova forma di “pubblicità” moderna ed il cliente paga per vedere pubblicizzato un suo prodotto.
Un tempo i budget pubblicitari erano allocati ai giornali, tv e affissionistica. Oggi, se si vuole arrivare ai Millennials (i nati negli anni ‘80 e ‘90) e Generazione Z (i nati negli anni 2000), inevitabilmente bisogna stanziare parte del budget pubblicitario ai social, all’influencer marketing e alle attività di Digital PR (le nuove figure professionali che si interfacciano con influencer e content creator facendo da tramite per le aziende).
Insomma, come potete vedere è un lavoro ben strutturato che segue delle regole ben precise.
Poi, come in tutti i lavori, c’è chi lo svolge in modo professionale e chi si improvvisa. Sta nelle azienda capire chi si ha di fronte.

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